Il pilota di linea oggi

Brevi cenni storici…

Ricordo che da piccolo sognavo e desideravo con tutto me stesso di diventare un pilota di aerei. Avrei barattato tutti i giocattoli del mondo per poter salire su una ipotetica macchina del futuro guidata da Marty McFly e incarnarmi in uno dei tanti piloti che vedevo raffigurati nelle mie riviste aeronautiche.

Il piano sarebbe stato il seguente, avrei intrapreso la carriera militare per poi passare successivamente a quella civile, come si faceva un tempo. Non scambiatemi per un guerrafondaio, non avrei assolutamente sparato a nessuno, avrei voluto solamente sedere ai comandi di un jet militare e replicare le manovre acrobatiche da combattimento che avevo visto in Top Gun, il film con Tom Cruise.

Ero riuscito a collezionare diversi modellini di aerei con i quali giocavo ore e ore. Immaginavo la sceneggiatura del mio film, dove ovviamente il protagonista mi assomigliava parecchio. Ricordo che finita la carriera militare entrai a far parte dei piloti di Boeing MD11 Alitalia, uno dei modellini che tenevo sulla mia scrivania e uno degli aerei più belli nella storia dell’aviazione.

Immaginavo di girare il mondo, visitare città nuove ogni giorno e vestire una splendida divisa scura con aquila e bottoni dorati. Immaginatevi le scene dei film che esaltavano la figura del pilota, donando loro un fascino particolare.

La situazione oggi…

Una volta era diverso, si stava meglio prima, si stava meglio quando si stava peggio!!!

Ecco alcune delle frasi che molto spesso sentiamo dire dalle generazioni con più esperienza, per non dire anziani, riguardo i vecchi tempi. Mio nonno mi diceva sempre che alla mia età lui saltava i fossi per il lungo e io ingenuamente mi interrgogavo su come potesse essere possibile.

Oggi rido al pensiero di quella battuta ma riconosco la presenza di un briciolo di verità in quelle frasi fatte. I tempi cambiano, le mode pure e con loro gli stili di vita.

Dobbiamo ammettere che al giorno d’oggi abbiamo molte più opportunità rispetto a chi ha vissuto e intrapreso un percorso di carriera 60 o 70 anni fa. Possiamo anche dire che non per questo siamo pienamente soddisfatti di quello che abbiamo sul piatto. Anzi, sentiamo sempre più spesso amici o conoscenti lamentarsi delle proprie condizioni di lavoro.

Questo, a mio parere, è un processo evolutivo del lavoro che ha preso una strada sbagliata. Oggi il profitto è al di sopra delle parti, è il fattore principale che muove la società in cui viviamo. Il fattore umano, se non in alcuni casi piuttosto rari, è quasi scomparso. Troppo vulnerabile, troppo costoso e alquanto inutile!

Purtroppo ci siamo abituati a pensarla in questo modo e non consideriamo più la conoscenza e l’esperienza umana come essenziale. Abbiamo inizialmente sviluppato tecnologie per aiutarci a risolvere problemi e scaricare una parte di lavoro e stress dalle nostre spalle. Oggi abbiamo raggiunto livelli ancora più elevati, forse impesabili in tempi non troppo lontani e forse preoccupanti sotto alcuni aspetti.

Non è una sorpresa ormai vedere tecnologie di ogni genere rimpiazzare la figura umana anche per mansioni che sembravano alla portata di tutti. La pulizia del pavimento in casa oggi la fa Roomba, la mia si chiama Olga!!!

E così è cambiato anche il modo di volare, milioni di persone si spostano ogni giorno, alcune senza apparente motivo. Si può tranquillamente aquistare un biglietto a basso costo, viaggiare leggeri e andare a fare shopping a Parigi per un solo giorno. Una cosa simile era impensabile 15 o 20 anni fa.

Questi due aspetti, profitto e accessibilità, hanno cambiato inevitabilmente anche le figure operanti nel nostro settore, assistenti di volo e piloti. Le compagnie aeree per il principio della concorrenza (a volte sleale) sono costrette a vendere biglietti a un costo inferiore rispetto agli altri vettori per attirare più clienti. Per fare ciò è necessario ottimizzare/ridimensionare i costi interni e il risultato che ne consegue non può essere altro che una ripercussione sulle condizioni di lavoro dei propri dipendenti.

Se l’aereo rimane al suolo non monetizza, di conseguenza il turn-around medio di una compagnia aerea low cost oggi viene effettuato nell’arco di circa 30 minuti. Per un equipaggio di bordo significa scaricare i passeggeri a destinazione, pulire la cabina, fare rifornimento all’aereo, impostare il computer di bordo per la tratta successiva, fare un briefing sulle emergenze e la SID (Standard Instrument Departure), caricare i passeggeri in partenza e forse recarsi alla toilette se strettamente necessario.

Questa è una minima parte del lavoro a terra, ci sono poi altri aspetti che approfondiremo successivamente in altri articoli.

Le compagnie aeree non potendo permettersi un numero elevato di personale navigante, sfruttano le risorse in loro possesso fino ai limiti “molto generosi” adottati dall’EASA (European Aviation Safety Agency). In una giornata di lavoro si possono effettuare anche 4 settori consecutivi di corto-medio raggio, con un livello di concentrazione richiesto piuttosto elevato.

Quindi per concludere, il fascino del pilota è leggermente calato negli ultimi anni perchè è stato messo il profitto al primo posto ed è stata concessa al passeggero una notevole leggerezza nel volare. Inoltre gli stipendi dei dipendenti sono calati e i carichi di lavoro sono via via aumentati.

Quello che posso assicurarvi è che non è svanito il fascino di questo mestiere e lo sto provando ogni giorno. Panorami da cartolina, la potenza delle turbine e la massa di queste macchine volanti manterranno viva in noi la passione per il volo e tutto ciò che lo circonda.

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