La paura di volare

Andy Warhol diceva che “un posto può farti venire il batticuore specialmente se per arrivarci devi prendere l’aereo”. Confido nel fatto che lo dicesse in buona fede e quindi fosse entusiasta di volare.

Sappiamo benissimo che per alcuni non è proprio così. L’ansia e la paura di volare sono molto frequenti anche nei viaggiatori di oggi e sono in qualche modo giustificate dal fatto che l’essere umano non è stato creato per volare.

Prendere un aereo per recarsi al lavoro, andare in vacanza o visitare un amico è diventato facile e accessibile per molti di noi. Nonostante questo mi capita spesso di vedere a bordo atteggiamenti simpatici e gesti inconsueti da parte dei passeggeri.

Il più frequente è il classico segno della croce, solitamente gesto religioso che in questi casi assume sfumature scaramantiche, come un augurio che tutto vada per il meglio.

La lista prosegue poi con preghiere a bassa voce, amuleti vari, strette di mano prolungate fino a dopo il decollo. Immagino la felicità del compagno di viaggio o vicino di posto che deve sacrificare la propria mano per il bene comune.

Ricordo che una volta capitò anche a me, era il periodo in cui ero basato a Palma de Majorca ed essendo inverno non c’erano voli diretti da e per l’Italia. L’unica possibilità era fare scalo a Madrid con partenza da Bologna.

Proprio sul quel primo volo, la signora seduta al mio fianco, chiese cortesemente di poter tenere il mio braccio durante il decollo. La motivazione era legata alla sua maggiore sensazione di sicurezza e sotto un certo aspetto anche uno sfogo della sua ansia.

Non essendo io molto muscoloso, pensai a come potesse essere arrivata a quella conclusione. In ogni modo, accettai di diventare per qualche istante la sua pallina anti-stress, e nel momento in cui i piloti diedero massima potenza ai motori, notai il cambiamento del suo stato d’animo e un evidente aumento di nervosismo.

Fu strano ma comunque bello poter aiutare una persona in difficoltà. Mi spiegò poi, che si stava recando dalla figlia in Erasmus in Spagna e si sforzò di prendere l’aereo nonostante la sua paura.

I motivi di queste apprensioni sono molteplici, alcuni possono essere legati a negative esperienze pregresse. Ci sono persone che soffrono il distacco dal suolo e l’incertezza che questo può provocare. Altri ancora, hanno il timore che possa verificarsi un guasto tecnico all’aereo o che il maltempo possa provocare una violenta turbolenza.

Ci tengo a sottolineare che al giorno d’oggi, l’aereo è forse il mezzo di trasporto più sicuro al mondo. Su ogni macchina vengono effettuati regolarmente scrupolosi controlli da parte di ingegneri. Inoltre, noi piloti ispezioniamo ulteriormente l’aereo ad ogni volo.

Per quanto riguarda il maltempo, si cerca solitamente di fare il possibile per evitarlo. Utilizzando il radar meteo di bordo, possiamo identificare le aeree di maggiore intensità convettiva e cercare di aggirarle.

Vediamo ora qualche consiglio utile a placare queste ansie da prestazione aviatoria. No scusate, quella viene a me quando faccio un atterraggio piuttosto deciso!

1. Primo consiglio utile è quello di arrivare con un adeguato anticipo in aeroporto in modo da passare i controlli di sicurezza in tutta calma e cercare il proprio gate di imbarco. Abbiamo visto tutti le scene di film come “Mamma ho perso l’aereo” nelle quali passeggeri in ritardo correvano disperati per l’aeroporto cercando di salire a bordo dell’aereo che li avrebbe portati in vacanza.

2. Portatevi qualcosa di rilassante da leggere, l’attesa in un luogo chiuso come il terminal di un aeroporto può essere in alcuni casi stressante. Camminare per i vari negozi può essere utile ma dopo poco vi accorgerete che i prezzi non sono molto convenienti e in più i prodotti in vendita sono quasi tutti gli stessi. Cuscini, adattatori universali, lucchetti, set da viaggio….tutte cose che magari avete già.

3. Non mettetevi in fila al gate di imbarco un’ora prima del volo, farà solo crescere la vostra ansia e dovrete aspettare in piedi. Non preoccupatevi, se siete al gate giusto, vi faranno sicuramente salire a bordo e avrete posto anche per la vostra valigia. Le assistenti di volo impugneranno il microfono e faranno i dovuti annunci nel momento opportuno.

4. Se non avete pagato la priorità d’imbarco siete pregati di attendere il vostro turno che, guarda caso, avverrà dopo quelli che hanno pagato proprio la priorità. In questo caso aumenterete lo stress, non vostro, ma di tutti gli altri!

5. Portatevi della buona musica da ascoltare in volo, può aiutare a distrarsi dai cattivi pensieri. Mi raccomando, ho detto in volo e non quando gli assistenti di volo svolgono la dimostrazione delle norme di sicurezza a bordo, quella può essere utile a voi e a chi vi siede accanto! Non fate gli esperti perché avete preso l’aereo tre volte negli ultimi 10 anni, io ancora faccio fatica a capire come si allaccia il giubbotto di salvataggio!

6. Se avete la fortuna di avere un posto al finestrino, godetevi il panorama. Non si ha la possibilità tutti i giorni di vedere il mare, le montagne o la rinomata pianura padana dall’alto. Ammirate i colori, la forma delle nuvole, le case diventare sempre più piccole. Gustatevi il sorgere del sole con un “buonissimo” caffè o i tramonti con un aperitivo di classe. Ricordatevi che non conta l’etichetta della bottiglia ma il fatto che siete a 10’000 metri di quota.

7. Ultimo consiglio, non giudicate mai gli atterraggi! Ovviamente è una battuta, ma c’è del vero e voglio spiegarvi il motivo. Per noi ogni atterraggio è diverso e ci sono molti fattori da tenere in considerazione. Il vento può cambiare direzione improvvisamente a pochi metri dal suolo, i riflessi della luce del sole, il buio della notte, la percezione delle distanze, la densità dell’aria, la velocità e il peso dell’aereo sono solo alcuni. “Ogni atterraggio dal quale esci indenne è un buon atterraggio” e il fatto che chi lo abbia scritto sia rimasto anonimo fa pensare.

Se volete potete scrivermi le vostre paure, vedrò cosa potrò fare per contrastarle durante il mio prossimo volo.

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