Può un aereo atterrare da solo?

Mi viene spesso chiesto se i piloti decollano e atterrano manualmente l’aereo, o se invece viene tutto eseguito dal pilota automatico.

Con questo articolo vorrei fare un po’ di chiarezza e spiegare come in effetti un aereo sia dotato di particolari sistemi che gli permettono di atterrare autonomamente in determinate situazioni.

Partiamo dal presupposto che “da solo” un aereo può fare ben poco, come un’automobile non si muove senza selezionare la marcia e premere l’acceleratore. Certo, c’è sempre la possibilità di dimenticare il freno a mano e la folle inserita con l’auto parcheggiata in leggera discesa, ma fortunatamente ciò non accade regolarmente.

Ci sono delle fasi del volo nelle quali è più conveniente affidare il controllo dell’aereo al pilota automatico in modo da ridurre il quantitativo di concentrazione, lavoro e stress dei piloti e garantire un maggiore comfort ai passeggeri.

Gli input generati da un computer sono molto più precisi e sensibili di quelli generati da un essere umano. La crociera è l’esempio ideale, è quel periodo di tempo che si trova tra la salita e la discesa e può durare anche ore.

Un volo Milano-Dubai impiega solitamente tra le 5 e le 6 ore, in base al vento e alla rotta seguita. Togliendo circa 30 minuti di salita e 30 minuti di discesa, si ha ancora a disposizione un quantitativo di tempo considerevole.

Sarebbe molto impegnativo per i piloti tenere il controllo manuale dell’aereo per tutta la durata del volo, potrebbero accusare stanchezza nelle fasi finali che sono anche i periodi di lavoro più intensi.

Inoltre, durante la crociera vengono compilati documenti, effettuati controlli sulla quantità di carburante consumato e il tempo trascorso tra i vari punti di rotta, così da confrontare i dati con quelli pianificati e valutare ogni discrepanza.

Le comunicazioni radio e i cambi di frequenza ricoprono un ulteriore lavoro a bordo. I controllori dello spazio aereo hanno spesso necessità di comunicare ai piloti istruzioni di vario genere come un cambio di quota o una deviazione di prua. Quindi è necessario un costante ascolto delle radiofrequenze in modo da rispondere prontamente.

L’utilizzo dell’ autopilota può essere esteso alla fase di atterraggio quando le condizioni meteo non permettono ai piloti di identificare la pista con sufficiente margine di tempo e spazio. Nella maggior parte dei casi non viene utilizzato, ma ci sono giornate di brutto tempo o destinazioni particolari dove il meteo non è spesso favorevole che richiedono l’utilizzo di queste tecniche.

In poche parole, quando la visibilità esterna è ridotta a poche decine di metri a causa del mal tempo o della nebbia, si utilizza l’autopilota per l’atterraggio. I sistemi di bordo comunicano e comparano i dati con postazioni fisse a terra per determinare la posizione, la quota e il rateo di discesa necessario all’aereo per effettuare un atterraggio in completa sicurezza.

I piloti dopo aver programmato il computer di bordo ed aver effettuato un briefing dettagliato sulle procedure da eseguire, tengono monitorata la situazione e restano pronti ad intervenire nel caso qualcosa non andasse come previsto.

Vi assicuro che la prima volta è stato davvero strano affidarsi ciecamente ad un computer, mi ha suscitato una certa ansia che è completamente svanita pochi istanti dopo aver visto con quale precisione l’autopilota ha effettuato l’atterraggio.

Il decollo invece viene ancora effettuato manualmente e per questo ci sono dei limiti ai quali ci dobbiamo attenere. Se la visibilità è veramente bassa e inferiore a quanto stabilito sui nostri manuali, non possiamo decollare e dobbiamo attendere un miglioramento delle condizioni meteo.

Alcuni recentissimi modelli di aeroplano sono dotati di sistemi all’avanguardia che permettono ai piloti di effettuare il decollo in automatico, ma sono veramente pochi in confronto alla quantità di aerei in circolazione.

Tutto ha un limite, ma possiamo sostenere che la tecnologia in aviazione ha raggiunto livelli davvero impensabili fino a qualche decennio fa. Un aereo oggi è in grado di operare in condizioni climatiche avverse e atterrare autonomamente se la visibilità non soddisfa determinati criteri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: